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Conférences - Rencontres


Giovedì 20 febbraio | 17h00 | Salone Alliance

“La vie mode d’emploi e il rapporto tra Perec e la letteratura potenziale-combinatoria (Queneau, Calvino, Cortàzar)”

Conferenza di Paolo Paolini

Paolo Paolini si è laureato in Musicologia presso la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale dipendente dall’Università degli studi di Pavia. Si è laureato in Composizione e Direzione di Coro presso il Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria. Ha conseguito master presso l’Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma e di Ferrara. È al 3° anno di dottorato presso L’Université “J. Jaurès” di Toulouse en Langue et Littérature Italienne. Ha preso parte a tre edizioni del Festival dei Due Mondi di Spoleto e al Festival della Valle d’Itria. Ha diretto ensemble vocali (anche nella sala Nervi in Vaticano) e composto musica polifonica sacra eseguita in prestigiose rassegne ad essa dedicate (Venezia, Cagliari, Maratea, Monreale, Villeneuve, Schloss Goldrain, Spoleto).

Nel settembre scorso, si è esibito in Canton Ticino (Bellinzona) nel Festival Cantar di Pietre per la produzione de “Il Canto della Sibilla” (dichiarato patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco nel 2010), trasmesso dalla Radio Svizzera Italiana e di cui verrà prodotto un CD nel prossimo mese.

Tra le altre pubblicazioni, va ricordato un articolo contenuto ne La Musica del Risorgimento a Genova a cura dell’Università di Genova.

Da circa trent’anni tiene conferenze, presentazioni di volumi, lezioni pubbliche sulla Storia, la Storia della Musica, la Letteratura tenute a Genova al Palazzo Ducale, Palazzo Spinola di s. Pietro, l’aula magna della Facoltà di Architettura, la Biblioteca Universitaria.

È docente titolare di Lingua e Letteratura Italiana e Storia presso il Liceo Artistico “Klee-Barabino” di Genova dal 2010. Nel lontano 1997, per la Fête de la Musique organizzata dall’Alliance Française, ha diretto il coro (per la scuola di canto di Laura Cappelluccio e la regia di Maurizio Sguotti) dello spettacolo “Cuore e amore” basato su Fragments d’un discours amoreux di Roland Barthes.

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